Allora, a parte gli olivi, chi ha fatto l’olio quest’anno?
Be’, Shaban senza dubbio, indistruttibile, instancabile. Zio Shaban, come lo chiama Rachid. Shaban è della vecchia scuola, quella che se si deve cominciare alle 8, arriva alle 8 meno un quarto perché iniziare vuol dire iniziare e la macchina deve essere caricata e le batterie controllate e i teli tirati. Insomma per Shaban iniziare alle 8 vuol dire che alle 8 stai già raccogliendo e che “inizio” è un concetto che va sempre e comunque anticipato.
E poi Rachid, che se non ci fosse Rachid non so come faremmo io e Shaban. Perché Rachid è nervi e muscoli e pur non conoscendo ancora l’italiano capisce perfettamente il linguaggio sintetico di Shaban: “Scnd, prndl rstrll” che sta per scendi e prendi il rastrello, ma Shaban è avanti e il suo linguaggio non perde tempo. Comunque Rachid capisce incredibilmente qualsiasi cosa, è bravissimo e ha delle braccia efficienti sulle quali ho potuto fortunatamente contare.
E poi Christian che si è prestato con generosità e umiltà, e Eros che ci ha regalato solo un giorno fra un impegno e l’altro. E il Natalino che non può non partecipare e che sta su una gamba sola tutto il giorno, indomabile nei suoi 84 anni e che alla sera dice “Sono un po’ stanchino”.
E naturalmente Messaouda dalle braccia di seta che ci ha nutriti, ristorati, coccolati e che ha il sorriso più bello del mondo, che ha la sua importanza quando si è un po’ stanchi.
E poi, dulcis in fundo, il frantoio Batta di Ponte San Giovanni, al quale porto le nostre olive da qualche anno ormai, cosa che mi rende orgogliosissima e che mi fa fare l’olio più buono del mondo. Volete assaggiarlo? …
p.s.: E tutti i raccoglitori sono stati assunti regolarmente. A noi sembra giusto così…

